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LA STORIA
 




















 


Il settore Lotta della Polisportiva Carignano nasce nel 1990 dal desiderio dei fratelli Candido e Vittorio Benso di promuovere a Carignano l’antica ed affascinante disciplina della lotta olimpica.
I primi anni di attività concorrono alla crescita graduale del movimento, sia dal lato organizzativo, sia dal lato tecnico, ed i risultati agonistici non tardano ad arrivare, con le prime medaglie alle gare nazionali di greco romana, lo stile di lotta che caratterizzerà la scuola carignanese.
L’anno della svolta, dopo tanti anni di sacrifici e di attività praticata in strutture precarie, è il 2006, con l’inaugurazione della nuova palestra di lotta e pesi che vede confluire nella Polisportiva Carignano, insieme alla lotta, anche l’attività di pesistica e cultura fisica del Circolo Culturale Ricreativo Morandi.
La nuova struttura consente fin da subito una migliore organizzazione degli allenamenti e permette ad un maggior numero di bambini/e e ragazzi/e di avvicinarsi alla pratica della lotta e dei pesi.
Il 2010, l’anno del ventennio, è pieno di soddisfazioni dal punto di vista dei risultati, con ben 3 titoli italiani di classe, 2 vice campioni italiani assoluti, piazzamenti ai campionati italiani di classe (anche nello stile libero) ed un prestigioso 5° posto ai Campionati Europei Cadetti di Greco Romana.
Coraggio, e lealtà sono i valori fondanti la disciplina della lotta.
Coraggio per affrontare con equilibrio l’antagonista e le difficoltà del combattimento.
Lealtà nel perseguire la vittoria e nel rispettare l’avversario, riconoscendone il ruolo fondamentale sia nella vittoria, sia nella sconfitta.
L’avviamento alla disciplina della lotta inizia a 5/6 anni con attività ludico-motorie che si sviluppano, sempre più complesse, fino alla fase pre-adolescenziale, con l’introduzione ai meccanismi del combattimento.
L’agonismo vero inizia a 12 anni con le prime gare giovanili attraverso le quali il ragazzo può valutare le proprie attitudini alla competizione. La scelta deve essere serena, fatta sulla base delle propensioni di ognuno e non vincolante la pratica o meno dell’attività.
Nella palestra c’è spazio per tutti e tutti concorrono alla crescita del gruppo, a condizione che si consideri l’attività come un impegno da rispettare verso se stessi e soprattutto verso i propri compagni e maestri. In questo senso la lotta non è assolutamente uno sport individuale perché richiede lo sforzo collettivo, la disponibilità e la partecipazione di ogni componente il gruppo per concorrere al successo dei singoli.
Oltre alla cura dei giovani, negli anni, sono maturate altre iniziative rivolte alle persone che desiderano utilizzare la materassina di combattimento per praticare un'attività ginnica “dolce” con l'ausilio di un'attrezzatura (il tappeto) difficilmente reperibile nei comuni della provincia.
Inoltre dal 2005 è stata avviata una valida ed interessante attività di MGA, il Metodo Globale di Autodifesa promosso e riconosciuto dalla FIJLKAM con corsi tenuti da Tecnici di Lotta della società che hanno conseguito le qualifiche federali necessarie all’insegnamento di questo metodo di difesa.
La Lotta è una disciplina di combattimento vigorosa, caratterizzata da un forte contatto fisico, nella quale si esalta l’applicazione della forza attraverso le tecniche di attacco e di difesa.
Bisogna però sfatare l’immagine della lotta come sport violento, che si è formata nell’opinione pubblica a causa di spettacoli di combattimento (questi si estremamente violenti) molto pubblicizzati dai media, che hanno presa sui giovani e che vengono banalmente associati alla lotta olimpica solo perchè accomunati dal termine inglese “wrestling” (lotta), usato in modo generico per descrivere molti tipi di combattimento.
Invece è importante porre l’accento sui caratteri non violenti e formativi della lotta olimpica e sulle basse percentuali di infortunio alle quali i lottatori sono soggetti, in virtù di un regolamento severo che impedisce l’uso di leve, di percussioni e di soffocamenti.
Gli stili di lotta sono due, la Greco Romana nella quale sono vietate le prese alle gambe e lo Stile Libero, adottato anche nella lotta femminile, nel quale sono consentiti prese ed intrecci alle gambe.
La possibilià o meno di portare attacchi alle gambe caratterizza marcatamente le differenze e i tipi di specializzazione richiesti dai due stili, per cui, per la maggior parte dei lottatori, risulterà difficile poter competere con successo in entrambi.
I giovani che si avvicinano alla nostra palestra trovano tecnici preparati e l’ambiente giusto per poter coltivare una nuova passione che anche attraverso l’agonismo tenga conto delle esigenze dell’individuo.

 


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